• Perchè nessuno guarda – Le macerie del terremoto

    scritto da Raimondo

    Perchè tutti possono protestare, manifestare ed esprimere la propria opinione su tutto, ma pochi davvero guardano. Così capita di passeggiare sotto un cielo cupo per Piazza San Pietro a L’Aquila ed essere rapiti da ricordi, emozioni e sentimenti.

    Sui giornali locali e nazionali monta la protesta degli aquilani sulla gestione del (mancato) smaltimento delle macerie che di fatto sta impedendo l’inizio di interventi concreti per il recupero del centro storico.

    Ma le polemiche ci interessano poco, quindi ci siamo addentrati in quei posti di cui tutti parlano e scrivono e siamo rimasti più che sbalorditi nel constatare che la mancanza di informazione capillare sta generando problemi più gravi del terremoto stesso.
    Questa settimana portiamo all’attenzione la fontana di Piazza San Pietro, una fontana medioevale in pietra, collocata nella piazza principale di uno dei quarti cittadini.

    Attualmente, in una città che sta competendo per essere capitale della cultura europea 2019 la mancanza di informazione, gestione e controllo ha trasformato una preziosa fontana, già oggetto di restauro di pochi anni fa, in un bancale per l’appoggio di materiali di risulta dei crolli e degli interventi successivi.

    “La fontana, collocata su un gradino circolare posto al centro della piazza S. Pietro di L'Aquila, ha vasca poligonale con parapetto distinto in specchiature; entro una di queste è posto uno stemma. Al centro della vasca di pietra si erge un elemento cilindrico, dello stesso materiale, sormontato da un bacino munito di quattro cannelle.”
    fonte: sito internet della Regione Abruzzo

    "La piazza di S. Pietro di Coppito è dominata dall'omonima chiesa "capo-quarto", a cui si giunge percorrendo una scalinata: ai suoi piedi si trova una semplice fontana in pietra, rimaneggiata nel 1789 e poi ancora alla fine del secolo successivo"
    fonte: Quotidiano Arte

    "San Pietro
    La chiesa capo quarto fu costruita dai Poppletani nella seconda metà del ‘200 e vide un animoso quartiere svilupparsi nei primi secoli della vita aquilana con famiglie importanti come i Camponeschi, i Pretatti i Gaglioffi. Di grande qualità la facciata ripristinata dopo importanti restauri negli anni ’70 del ‘900 che fu forse prima ed esempio per le altre cittadine. Schema quadrangolare, superficie levigata e luminosa con cornice marcapiano che la divide in due ordini, terminazione orizzontale con arcatelle cieche romaniche poggiate su elementi zoomorfi integrati con elementi moderni. I due leoni in pietra posti a guardia dell’ingresso sono di epoca romana. L’interno, pur nella sua asimmetricità, appare funzionale sia alle riunioni liturgiche sia a quelle dei parlamenti di locale e di Quarto. Presenti in origine cicli pittorici di cui oggi è possibile ammirare solo dei resti tra cui il ciclo di affreschi trecenteschi nell’abside ad occidente.
    Il portale laterale di stile borgognone, la duecentesca torre ottagona, lo splendido portale del primo ‘300, la piccola navata destra con pilastri di stile romanico che documentano una probabile chiesa della prima metà del ‘200,  non sono che alcuni degli elementi che rendono questa chiesa una delle più compiute creazioni architettoniche della città."

    fonte: italia.it

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    Un Commento a “Perchè nessuno guarda – Le macerie del terremoto”

    1. Umberto Grottini scrive:

      Il tuo articolo mi è piaciuto. Contunua su questa linea.
      La descrizione degli elementi storici che sono molti nel centro storico, vale più di ogni forma di polemica. Sperando che questo faccia aprire un pò gli occhi a chi di dovere, perchè si preoccupi del loro recupero. Ciao e a risentirci presto, sperando di poter al più presto rientrare nei pressi dell’Aquila.
      Umberto.

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