- L’ambientalismo del ventunesimo secolo
L’uomo, nel suo sviluppo economico, sociale e tecnologico, si è progressivamente trovato davanti alla necessità di fronteggiare difficoltà di ordine ecologico ed ambientale sempre più numerose e gravi. I principali problemi derivano da un forte aumento demografico, dallo sfruttamento indiscriminato delle risorse naturali e dalla insufficienza, a volte, di tecnologie valide atte a ridurre i rischi di inquinamento. Oggi, vaste regioni mondiali sono afflitte da inquinamenti delle acque che si ripercuotono sulla fauna e sulla flora locali con perdita progressiva di specie vegetali e animali; da processi di desertificazione, determinati da una deforestazione condotta in misura sempre più massiccia, e da uno sfruttamento non equilibrato delle risorse idriche legato alla produzione agricola e industriale. Come ecologisti di FareAmbiente operiamo su piani diversi dell’ambientalismo del secolo passato proteso a denuncie continue e proposte nulle o irrealistiche e antiscientifiche. Insomma tutto fumo senza indicare quelle soluzioni che risolvono i problemi, anzi lasciando i problemi tali per averne una gestione politica basata su paure ed ignoranze. Noi di FareAmbiente siamo gli ambientalisti del 21esimo secolo portati ad essere realisti e concreti. Sul fronte energetico abbiamo abbracciato il nucleare perché si è capito, archiviando i luoghi comuni, che si ha a che fare con un “processo” che dall’inizio alla fine procede tutto in un ambito altamente confinato e controllato. Come ambientalisti del fare e realisti non ci sentiamo di raccontare frottole alla gente solo per averne un applauso superficiale dovuto ad ignoranze momentanee. L’energia nucleare, infatti, presenta sensibili vantaggi sul piano ambientale, per questo va considerata come una “fonte energetica verde”. Infatti una centrale a uranio da 1.000 MWe movimenta annualmente circa 20 tonnellate di combustibile (2 carri ferroviari all’anno) e produce circa 2 tonnellate di rifiuti ad alta attività (derivanti dal ritrattamento del combustibile esaurito)e circa 20 tonnellate di materiali radioattivi a bassa e media attività.
- Cisco e la NASA, accordo per il monitoraggio ambientale
Mentre i Big di 190 nazioni si riunivano a Copenhagen per il vertice sul clima Cisco (la nota azienda telco) e la NASA hanno siglato un accordo che prevede un investimento per 100 milioni di dollari: il monitoraggio delle risorse della terra.
il “Planetary Skin Institute” servirà a nazioni, enti pubblici e privati, università e aziende per condividere i propri dati e costruire un enorme banca dati e centro ricerche per il monitoraggio, ad esempio, del carbone, del cibo e dell’acqua.
Il tutto combinando, sempre a titolo di esempio, le immagini satellitari con le misurazioni di carbone ed altre risorse energetiche delle foreste pluviali.
Il progetto prevede 7 hub dislocati in Brasile, India, Cina, Africa, Giappone, Unione Europea e Stati Uniti.
- Trasporti più ecologici ed efficienti in città
Nuovo piano UE per un trasporto urbano più efficiente e sostenibile
Oltre il 70% della popolazione dell’UE vive in aree urbane e 9 cittadini su 10 chiedono una migliore gestione del traffico.
La congestione e gli incidenti sono segni visibili di una gestione carente del traffico – un incidente stradale mortale su tre si verifica in ambito urbano. Questa situazione genera anche altri problemi: il trasporto urbano produce circa il 40% delle emissioni di CO2 e il 70% delle altre emissioni dovute al traffico su strada.